CFR Ecomax Cluj – Roma 1-3

Maciniamo chilometri. Siamo presenti anche in Transilvania al seguito della nostra amata.

Arriviamo in ordine sparso il giorno della partita provenienti da diversi voli da timisoara e roma e subito abbiamo il primo impatto con il grande freddo che patiremo sugli spalti del dr. radulescu (non è uno studio medico,si tratta del nome dello stadio).Temperatura rigida ma cuore in fibrillazione per il match notturno(orario di inizio assurdo alle 21,45 locali).

Abbiamo l’albergo vicino allo stadio per cui dopo una rifocillante doccia calda,andiamo a mangiare qualcosa nelle vicinanze prima di risalire verso la collinetta che ospita lo stadio.
Ci accorgiamo subito che si tratterà di una trasferta diversa dalle altre perchè camminiamo insieme ai tifosi romeni con le nostre sciarpette e cappellini giallorossi senza che nessuno, ma proprio nessuno, ci insulti o ci guardi in cagnesco (altro che la civilissima inghilterra), anzi c’è anche voglia di fraternizzare con i nostri amici latini che spesso conoscono anche la nostra lingua.

Nei pressi dello stadio dei civilissimi poliziotti (purtroppo anche qui il confronto è vincente coi rispettivi bobbies inglesi dotati dei loro simpaticissimi equini a stretto contatto con le nostre teste) ci indicano il nostro settorino nel quale entriamo senza particolari patemi nè file vergognose.
La nostra ubicazione è singolare,siamo confinanti con la curva del cluj,ma nessuno si sogna di tirarci oggetti o di insultarci, meglio ci concentreremo solo sulla magica. L’unico fastidio è dato dalle trombette che suonano per tutta la partita anche se i nostri cori le sovrastano spesso.

La partita si presenta insidiosa, il cluj sa di essere all’ultima spiaggia ed i romeni iniziano forte ma in una bella azione brighi spegne le trombette romene e la trombetta italiana in panchina.
La curvetta esplode e dopo qualche minuto ecco la prodezza del capitano che regala una perla d’autore agli spettatori infreddoliti. 2 a 0, FINITA.macchè, konè illude i romeni e tutti negli spogliatoi tranne noi ormai semiassiderati.

Il secondo tempo non ha storia, il romagnolo matteo chiude i conti coi nipotini di dracula e da segnalare rimane solo una bella difesa del capitano nei confronti del limitato trica,evidentemente frustrato nel giocare contro tanti campioni. Noi cantiamo, gioiamo e… ci riscaldiamo.

All’uscita dello stadio il nostro gruppetto si dirige in un pub,dove manco a dirlo, i tifosi del cluj ci fanno i complimenti per la sonante vittoria. Il giorno seguente ci alziamo contenti e iniziamo il nostro giro turistico visitando la chiesa cattolica di san michele e la cattedrale ortodossa,il monumento al re poeta mattia corvino, lo stupendo palazzo del teatro comunale e l’interessantissimo museo etnografico transilvano che ospita costumi e arnesi della tradizione contadina locale. La giornata scorre allegra allietata da un sontuoso pranzo a base di ciorba e mici (buonissima la cucina romena) e da una cena rilassante dove i nostri eroi si svelano i loro sogni di champions e di finali a roma.

Ma è già tardi,un’altra bevuta e poi a dormire, domani si parte! Quando ci si alza c’è solo il tempo di fare una visitina allo store del cluj e di andare nell’accogliente aeroporto ad attendere l’aereo per il ritorno nella capitale sognando altre trasferte così festose anche se magari a marzo farà sicuramente meno freddo…

Anzi se tutto col bordeaux andrà nella giusta direzione che ne direste di una bella gita a cipro?

Paolo Mendorla, Roma Club Forlì

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